La tecnica del pensare ad alta voce (Thinking aloud) ha il primo obiettivo di esplicitare i processi cognitivi mentre avvengono, e viene usata per diversi scopi: dalle ricerche in psicologia agli studi di usabilità nel design.
Così definita in quanto prevede che i partecipanti esprimano a voce alta tutti i loro pensieri, contemporaneamente allo svolgimento di un compito che è stato loro assegnato: viene loro chiesto di esprimere tutto ciò che pensano, vedono, fanno, provano emotivamente.
Inevitabilmente il TA è una tecnica invasiva:
1. influenza l'oggetto stesso che tenta di osservare, cioè il pensiero.
2. rallenta l'utente, infatti non vengono considerati i tempi di prestazione.
Tuttavia l'utilità di questa tecnica risulta evidente:
1. costringe l'utente ad una maggior concentrazione. Se nonostante questo sforzo avvengono errori o incomprensioni, è altamente probabile che questi avvengano a maggior ragione in condizioni naturali, con concentrazione più bassa.
2. fornisce un quadro generale dei persorsi cognitivi e delle impressioni dei soggetti in tempo real, liberi da interpretazioni a posteriori (entro certi limiti).
Chi può usare il TA ?
Il TA andrebbe usato da un trainer addestrato: idealmente solo uno psicologo può avere questa formazione.
L'utilizzo di questa tecnica da parte di persone non esperte, anche se magari preparate nell'utilizzo di altri strumenti (come i focus group), può portare a gravi errori di conduzione, anche inconsapevoli.
E' importante lasciare libero il soggetto di affrontare il compito con la strategia che preferisce, lasciandogli libertà di ragionamento, e resistere alla tentazione di indagare ciò che a noi interessa.
Vi sono diverse tecniche che, usate con cautela e moderazione, consentono al trainer di far tornare il soggetto su un dato argomento per approfondire certi aspetti.
Approfondimenti su un certo aspetto dell'interfaccia possono essere richiesti al termine della prestazione, quando è opportuno un piccolo colloquio chiarificatore con l'utente che si è prestato al test.
Ericsson, K., & Simon, H. (May 1980). "Verbal reports as data". Psychological Review 87
Ericsson, K., & Simon, H. (1987). "Verbal reports on thinking", in C. Faerch & G. Kasper (eds.): Introspection in
Second Language Research. Clevedon, Avon: Multilingual Matters, 24–54.
Ericsson, K., & Simon, H. (1993). Protocol Analysis: Verbal Reports as Data, 2nd ed., Boston: MIT Press.
Francesca
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